Il pomeriggio del 25 Aprile siamo intervenuti in piazza Tasso durante il corteo di Firenze Antifascista. L’intervento voleva essere un po’ meno ingarbugliato di quanto poi è venuto fuori. Di seguito l’intervento come era stato pensato:
“Nel ricordare le vittime della strage di piazza Tasso il 17 Luglio 1944 ed i gappisti arrestati e torturati in quegli stessi giorni, vorrei fare una breve riflessione prendendo spunto da alcuni commenti sentiti ieri, in occasione dell’intervista di lancio per questa giornata.
Sembra esserci un pensiero comune a tanti tromboni benpensanti (siano essi politici o giornalisti), secondo il quale portare avanti una contrapposizione tra fascismo e antifascismo sarebbe ormai fuori luogo, e sarebbe meglio trasformare il 25 Aprile in una celebrazione neutra ed asettica, nel nome della pacificazione e della memoria condivisa.
Francamente anche solo per pensare una cosa simile, in un momento in cui le più alte cariche dello stato fanno costantemente revisionismo al fine di screditare la resistenza, bisogna essere completamente rincoglioniti o in evidente malafede.
Per questo vogliamo essere molto chiari: alla pacificazione ed alla memoria condivisa non siamo interessati*. Questa celebrazione e questa piazza sono di parte, partigiane, e con gli eredi dei carnefici di piazza Tasso e i loro fiancheggiatori (consapevoli o inconsapevoli) non abbiamo niente a che spartire.
Oggi più che mai è necessario fare proprio lo spirito conflittuale del 25 Aprile, tenerlo vivo e portarlo con noi a tutte le mobilitazioni presenti e future.
Viva la resistenza! Viva i partigiani! Viva Bruno Fanciullacci!”
*Potremmo aver utilizzato parole un po’ più forti in piazza.
